Mvsevm

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Il vero Bauhaus (e non solo) in salotto.
VAMA presenta la selezione MVSEVM, portando nelle nostre abitazioni i mobili e i complementi creati dai grandi maestri del design moderno, opere che da sempre abbiamo apprezzato solo in illustri contesti museali o in pubblicazioni di settore.

MVSEVM è una selezione prestigiosa dei veri “Classici del mobile moderno” prodotti interamente con label “100% Made in Italy”, realizzati in modo fedele e in esclusiva secondo i progetti originali degli architetti e dei designers più iconici del secolo scorso, solo per citarne alcuni: gli stessi che furono protagonisti del movimento Bauhaus come Mies Van der Rohe e Marcel Breuer o altri nomi di caratura internazionale e più recenti, sempre protagonisti dei grandi movimenti del design moderno come Alvar Aalto.

Con MVSEVM il nostro vivere quotidiano perde il concetto classico di stile: gli oggetti della nostra selezione sono a buon titolo come sospesi nel tempo, poiché in ogni pezzo brilla un genio creativo e progettuale che ha fuso tra loro arte, artigianato e industria ottenendo esiti formali, funzionali ed estetici ineguagliabili.
Un patrimonio di ricerca formale che ha vinto condizionamenti, mode e tendenze, perfetto e sempre magnifico in qualsiasi contesto d’arredo, sia esso antico o contemporaneo.

MVSEVM

le forme storiche (e d’avanguardia) della qualità,
dell’ergonomia e del comfort.

Vidimata con certificazione “100% Made in Italy” (iscritta al Nr. 456 del registro nazionale dei produttori italiani) la collezione MVSEVM esprime in ogni opera non solo una fedeltà filologica ai progetti originali, ma la garanzia di una fattura sublime:

– dalla particolare capacità di assorbimento della seduta alle imbottiture dei cuscini, realizzate in piuma d’oca trattata e in poliuretano espanso schiumato a freddo e in dacron;
– dai tessuti in fibre naturali e dalle pelli fino alle cromature sottoposte a trattamento anticorrosione e ancoraggio;
– dalle essenze nobili impiegate come faggio, ciliegio, betulla e acero (provenienti da coltivazioni eco-sostenibili e trattate con vernici atossiche e antingiallenti), all’acciaio, al ferro e ai legni (materiali costruttivi tutti certificati)

Tutto il corredo informativo di cui dispone ogni pezzo acquistato, testimonia, documenta e attesta la conformità alle normative vigenti, l’esclusività di ogni semilavorato e l’assoluta qualità di ogni componente.

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CATALOGO MVSEVM

Designers

Alvar Aalto

(Kuortane, 1898 – Helsinki 1976)

Uno dei più importanti architetti moderni europei che ha firmato, costruito e caratterizzato ogni sua opera con l’inconfondibile segno della sua “onda” (che in finlandese si dice proprio “aalto”), apprezzata in tutto il mondo. Dal design di arredi e oggetti in vetro all’architettura e alla pittura (ma è stato anche autore di piani regolatori per Finlandia e Svezia!), Aalto ha superato la rigidità e la stasi del razionalismo architettonico scolpendo i materiali naturali da lui impiagati con linee e superfici ondulate, cercando e trovando una formidabile connessione tra edificio e ambiente.

Charles Eames

(St. Louis, 1907 – 1978)

Un personaggio emblematico che insieme a sua moglie e collaboratrice Ray Eames hanno consegnato al design quelle tinte edonistiche e quelle forme eccentriche che ancora oggi ispirano progettisti e creativi contemporanei: indicativa è la sua sedia “scultorea”, realizzata in multistrato modellato, a forma di conchiglia con cui vinse nel 1940 la competizione “Organic Design in Home Furnishings”. Sebbene la sua opera sia caratterizzata da un estro pronunciato, gli elementi che costruiscono la sua opera non provenivano mai dagli ambienti dell’arte.

Charles Mackintosh

(Glasgow, 1868 – London, 1928)

Una figura creativa attiva nell’ambito dell’architettura e del design, che ha segnato in modo indelebile il passaggio tra il XIX e il XX secolo, progettando e realizzando forme d’arredo ancora oggi ammirate in quanto espressione di una genialità innovativa e attualissima. L’essenza della sua visione progettuale, evidente nel progetto della Glasgow School of Art riconosciuta appunto come sua opera più rappresentativa, assorbe e rielabora l’estetica dell’Art Noveau, presentando allo stesso tempo il rigore e la purezza del Modernismo.

Eileen Gray

(Enniscorthy, 1878 – Paris, 1976)

Una mente progettuale originale e capace in ogni opera di raggiungere livelli di sopraffina eleganza. Trasferitasi nel 1907 a Parigi, Gray realizza inizialmente le sue creazioni scegliendo la lacca; approderà quindi al design di mobili e al progetto architettonico.

Gerrit T. Rietveld

(Utrecht, 1888 – 1964)

Il materiale come una sorgente viva da ascoltare, capire e reinterpretare possibilmente secondo processi di lavorazione industriali e meccanizzati; così Rietveld sperimenta la sua tensione creativa e soprattutto affronta il processo creativo e progettuale, ottenendo gli esiti estetici che oggi apprezziamo nelle sue opere più indicative: dalla sua prima sedia Rood/Blauwe disegnata nel già nel 1900 e prodotta nel 1918 alla “sedia di Berlino” e la “serie militare”, sperimentando sempre nuove tecniche e nuovi materiali costruttivi come nel 1942 fece per la sedia fatta con un solo foglio di alluminio e per la seduta “Unesco“ del 1958, tutta tappezzata di gommapiuma.

Isamu Noguchi

(Los Angeles 1904 – New York 1988)

Figlio della scrittrice americana Léonie Gilmour e del poeta giapponese Yonejiro (Yone) Noguchi, Isamu Noguchi ha basato la sua opera cercando una continua tensione poetica, ottenuta attraverso forme astratte perfettamente levigate, in cui combinava la raffinatezza orientale con la sofisticatezza occidentale. Le sue realizzazioni sono pura poesia ancora oggi ammirabili tra il MOMA, il Guggenheim, la Tate, il MET, e il Noguchi Museum e altre prestigiose strutture espositive internazionali.

Jean Michel Frank

(Paris 1895 – New York 1941)

Idee decorative che hanno creato uno stile minimalista ancora oggi attuale e che continua ad entusiasmare i designers contemporanei: Frank realizza le sue opere innovative citando il Neoclassicismo e respirando la forza delle arti primitive, ma soprattutto elaborando i tanti stimoli culturali che assorbe lavorando tra Parigi, New York e Sud America. 
Uno stile unico fondato sempre sull’eleganza formale che fin da subito conquistò il favore della clientela ricca ed elitaria degli anni ‘30.

Josef Hoffmann

(Brtnice, 1870 – Vienna, 1956)

Con un’identità progettuale forte e matura, caratterizzata anche da un alto profilo professionale, Hoffmann propone nei sui lavori una sintesi armonica tra razionalismo e decorazione geometrica. Accanto alla naturalezza dei materiali resta sempre viva l’attenzione per il funzionalismo. Tra le sue influenze le opere di Wagner e di Charles Rennie Mackintosh. Partecipò alla fondazione della “Vienna Secession” nel 1897 e nel 1903 a quella della “Wiener Werkstatte”.

Ludwig M.V.D. Rohe

(Aachen, 1886 – Chicago, 1969)

Van Der Rohe fu un architetto e designer rivoluzionario (direttore della Bauhaus dal 1930 fino alla sua chiusura) il cui spirito innovativo ha guidato le future generazioni di progettisti e del quale ancora ai nostri giorni la raffinatezza e l’eleganza progettuale brillano nei suoi lavori: come ad esempio negli 11 palazzi oggi esistenti dei 21 realizzati per il sobborgo di Stoccarda “Wessenhof” (1927); come il funzionalismo di Casa Tugendhat a Brno, iscritta nel 2002 nel prestigioso elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Marcel Breuer

(Pecs, 1902 – New York, 1981)

Creatore della seduta “Wassily”, la prima in acciaio tubolare e tutt’oggi un classico del design moderno, Marcel Breuer dirige già nel 1925 a soli 23 anni “l’officina del mobile Bauhaus”. Con formazione autodidatta, fu uno dei più importanti architetti della sua generazione e un disegnatore di mobili oggi iconico, riconosciuto per il talento creativo e la sua visionarietà.

Mart Stam

(Purmerend 1899 – Zurig 1986)

Ricordato per il disegno S 33 con cui progetta la prima “sedia cantilever” in tubo di acciaio, utilizzando tubazioni e raccordi solitamente impiegati per impianti idraulici, Stam fu un architetto, urbanista e designer olandese e insegnò urbanistica tra il 1928 e il 1929 al Bauhaus sotto la direzione di Meyer. Fonda la rivista ABC a Zurigo dal 1924 al 1928, con Hans Schmidt, Hannes Meyer, il Lissitsky e Roth. Presiede il gruppo Opbouw a Rotterdam dal 1926 al 1927. Nel 1928 partecipa ai CIAM come membro fondatore. Tra il 1930 e il 1934, come molti altri architetti del gruppo ABC, si reca in URSS dove lavora sugli sviluppi urbanistici con Ernst May. Dal 1948 al 1950 sarà direttore dell’Accademia di Belle Arti di Dresda

Percy Bernard

(London, 8 April 1881 – 15 April 1939)

Apprezzato per le sue opere riconducibili alle forme dell’Art Deco, Oliver Percy Bernard è stata una figura poliedrica del panorama artistico e produttivo inglese: attivo come designer scenografico, grafico e industriale, il suo lascito creativo ha contribuito alla creazione dello stile britannico vittoriano conservatore orientandolo verso prospettive europee moderniste.

Pierre Chareau

(Bordeaux 1883 – New York 1950)

Uno stile progettuale che combina eleganza ad abilità tecnica, ancora oggi evidente nei suoi disegni di sedie, sgabelli, tavoli e armadi di legno e metallo: Pierre Chareau, architetto e designer francese nonché membro dell’Unione degli Artisti Moderni fin dai natali del 1930, fu un personaggio riconosciuto che ricevette e svolse lavori prestigiosi e istituzionali quali ad esempio lo studio dell’Ambasciata Francese (Parigi 1925), il Beauvallon Golf Club (1927), l’interno del Grand Hotel De Tours (1929) e la sua “ Maison de Verre ” (1928-31), così chiamata per l’impiego inusuale di tegole in vetro.

Pietro Arosio

(Lissone – MI, 20 March 1946)

ietro Arosio, diplomato prima all’Istituto d’Arte Applicata di Monza, si forma nell’ambito della produzione d’arredi in metallo per spazi collettivi con la società AF&F. Nel 1972 perfeziona una filosofia progettuale originale e netta, con cui inizia la professione di industrial designer. Dal 1978 avvia una prolifica e sempre più apprezzata attività nel settore cucine, un talento che nel 1983 riceverà il primo premio Casaviva d’Oro, portando il nome e l’opera di Pietro Arosio all’attenzione di mercati e circuiti di settore internazionali.

René Herbst

(Paris 1891 – 1982)

Un esordio al Salon d’ Automne nel 1921 e nel 1924 una partecipazione degna di nota al Salon des Artistes Dècorateurs grazie all’opera esibita: una sala da pranzo in bassorilievo. Herbst fu uno dei pionieri dell’acciaio, sperimentando l’uso di questo materiale nell’arredo, presentando già nel 1925 mobili in tubo d’acciaio. Nel 1930 il suo nome spicca tra i fondatori della “Union des Artistes Modernes”.

Robert M. Stevens

(Paris 1886 – 1945)

Fortemente colpito dalla pulizia e dall’essenzialità del design austriaco e tedesco della sua epoca, nel 1910 Stevens sottopone la sua visione progettuale a un processo di sintesi e riduzione formale che pone la semplicità come principale canone creativo.
Nel 1913, nel suo Salon de musique presso il Salon d’Automne, presenta quel che secondo la sua nuova concezione saranno le forme e i volumi dei moderni spazi abitativi e commerciali parigini: linee pulite e forme geometriche, mobili realizzati anche con acciaio tubolare, tessuti con stampe cubiste ma caratterizzate da linee basiche e colori tenui.

Takehiko Mizutani

(Tokyo 1907 – 1969)

Iscritto al Bauhaus nel 1927, Mizutani è uno dei pochi progettisti giapponesi transitato nelle liste di questa scuola. Alcuni suoi lavori appaiono in pubblicazioni di settore e in alcune collezioni fotografiche di mobili Bauhaus. Tornato in Giappone prima della guerra insegnò architettura fino al 1944 nel Tokyo College of Fine Arts (oggi Facoltà delle Belle Arti, all’Università di Tokyo delle Belle Arti e Musica). 


Pietro Arosio

(1803 – 1961)

Gli Shakers erano un gruppo autosufficiente del calvinismo puritano, riconducibili ai quaccheri nati nel primo Settecento i cui principi di base erano la semplicità, l’utilità, l’artigianato e l’onestà. I mobili erano ideati e creati dagli stessi shakers e predominavano i disegni semplici e funzionali, senza grandi dettagli inutili. Gli Shakers erano esperti nella produzione di mobili utili e durevoli. Proprio come la loro architettura scartavano qualsiasi ornamento inutile. I suoi mobili hanno forme semplici costruite con legno di noce, acero, betulla o pino color miele.

eero saarinen

(1910 Kirkkonummi FI – 1961 Ann Arbor, Michigan US)

Conosciuto per il progetto architettonico del terminal della compagnia TWA all’aeroporto J.F.Kennedy di New York, Eero Saarinen progetta nel 1937 una serie di mobili d’avanguardia premiati al concorso “Organic Design in Home Furnituring”, organizzato nel 1940 dal Museum of Modern Art di New York. Saarinen divenne famoso per i suoi disegni caratterizzati da linee curve con le quali in particolare riusciva a imprimere una straordinaria leggerezza ai tetti dei suoi edifici.
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Vama Cucine è un nome importante nel settore della Cucina made in Italy, con una storia che nasce negli anni ’70 nel distretto del mobile pesarese, dove la produzione di cucine componibili è da sempre sinonimo di eccellenza, riconosciuta non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo.

Opificio

Via Direttissima del Conero
Industrial Park
60021 Camerano (AN)

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